مانی محرابی

یادداشت های دکتر مانی محرابی، تحلیلگر ارشد مسائل بین الملل

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"Stuxnet, l'arma cibernetica di USA e Israele, non fa più paura all'Iran"

Intervista a Sputniknews italiani

http://it.sputniknews.com/mondo/20160711/3089220/Snowden-NSA-nucleare.html

Negli USA è uscito il film documentario “Zero Days” del famoso regista Alex Gibney, vincitore dell'Oscar. La pellicola racconta l'operazione condotta dalla “National Security Agency” americana (NSA) contro l'Iran, dal nome in codice “Nitro Zeus”, durante cui èstato creato e introdotto nei computer situati in Iran il virus informatico “Stuxnet”.

Questo virus è considerato la prima arma cibernetica degli Stati Uniti contro l'Iran. Stuxnet, secondo i media israeliani, aveva lo scopo di infettare i computer che controllano il processo di arricchimento dell'uranio degli impianti nucleari iraniani.

Secondo dati non ufficiali, dal 2010 sono finiti nel mirino di "Stuxnet" i reattori di Natanz e Arak, così come la centrale nucleare di Bushehr. Grazie all'azione del virus informatico, le centrifughe di molti impianti sarebbero rimaste danneggiate.

Domanda: dal momento che il virus avrebbe funzionato in modo efficace, perché rendere pubblici i progetti in cui ha agito? Come ha dichiarato in un'intervista con gli autori del film "Zero Days" l'ex direttore della NSA e della CIA Michael Hayden, "l'uso di armi informatiche dovrebbe essere discusso in pubblico, per evitare catastrofi di grandi dimensioni a causa del loro utilizzo".

La comunità di esperti iraniani in modo diverso spiega l'uscita del film. In un'intervista a "Sputnik", ha espresso il suo punto di vista il politologo ed esperto nel campo della sicurezza regionale Mani Mehrabi:

"Gli impianti strategici iraniani sono stati attaccati 2 volte dal virus "Stuxnet". La prima volta il virus ha davvero adempiuto la sua missione: nell'impianto per l'arricchimento dell'uranio per l'azione del virus sono andate fuori uso o rimaste danneggiate alcune centrifughe.

Tuttavia l'aspirazione dei creatori di questo virus di raggiungere nel più breve tempo il loro obiettivo è stata alla fine smascherata dai servizi segreti iraniani.

In Iran le attrezzature e i sistemi di gestione degli impianti nucleari non sono collegati ad internet. Pertanto per far penetrare nel sistema questo worm, è necessario creare un virus molto voluminoso che può essere trasmessa solo attraverso una scheda di memoria, ad esempio la chiavetta USB. Allo stesso tempo la diffusione del virus "Stuxnet" oltre all'Iran danneggia le strutture di altri Paesi, come India, Azerbaigian, Pakistan, Indonesia e persino Stati Uniti. Ma la questione non è nella struttura del virus, ma nel metodo di penetrazione negli impianti nucleari iraniani.

Questa tecnica di infiltrazione è stata riconosciuta e rilevata dagli esperti iraniani, così non esiste la probabilità che questo meccanismo si ripeta presso gli altri impianti nucleari per causare danni. Pertanto si può tranquillamente dire che oggi il virus non è più una minaccia.

Questo documentario non rivela nulla di nuovo sul virus "Stuxnet". In realtà le 18 persone tra USA e Israele che sono state legate alla creazione e implementazione del virus non hanno ammesso nulla. Ma l'obiettivo perseguito da questo virus viene rilevato in questo film.

Inoltre anche nel 2013 l'ex agente della NSA Edward Snowden ha rivelato che questo virus è il frutto del lavoro congiunto dei servizi segreti di Israele e Stati Uniti".

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